Una piattaforma unica per verificare la regolarità contributiva e fiscale di imprese e cooperative della logistica, certificando la loro piena affidabilità. Nasce con questo obiettivo il Cruscotto informativo per la gestione dei contratti di appalto tra privati nel settore della logistica (Cigal), approvato nell’ultima fase dei lavori delle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera sulla legge di conversione del decreto Infrastrutture.
Il testo si prepara al passaggio decisivo in Aula il 10 luglio, dopo l’illustrazione generale, avvenuta il giorno precedente, dei relatori Massimo Milani (Fdi), Antonio Baldelli (Fdi), ed Elisa Montemagni (Lega): nel pomeriggio il voto di fiducia per poi passare al Senato, con un testo blindato, dal momento che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dovrà arrivare entro il 20 luglio.
L’emendamento, presentato da Noi Moderati, prevede l’istituzione, presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di questa nuova piattaforma. Si tratta di un progetto che parte dal lavoro di un lungo elenco di soggetti: Assologistica, Confindustria, Federdistribuzione, CentraliCooperative (Confcooperative, Legacoop, Agci), Centromarca, Compagnia delle Opere, FIAPAutotrasporti, oltre a Consorzio Conlegno, Consorzio Rilegno (Conai), Consorzio Italia del Gusto e agli Osservatori digital innovation della School of management del Politecnico di Milano.
Gli obiettivi sono enunciati molto chiaramente al primo comma del nuovo articolo 1-bis del Dl 73/2025: fornire ai soggetti interessati «informazioni funzionali alla verifica di conformità alla normativa in materia fiscale, contributiva e di lavoro, compresi i tributi erariali e l’imposta sul valore aggiunto, relativamente ai soggetti appaltatori». In questo modo, sarà possibile «prevenire l’insorgere di situazioni che possano arrecare danno alle imprese, ai lavoratori e all’erario» e programmare «le attività di vigilanza, attraverso l’utilizzo integrato delle informazioni disponibili nei sistemi informativi».
La piattaforma nasce, come detto, presso il ministero del Lavoro. Ma sarà alimentata da dati forniti da moltissimi soggetti: oltre allo stesso ministero del Lavoro, il Mef, il ministero delle Imprese e del made in Italy, il Viminale, il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, l’Inail, l’Inps, l’agenzia delle Entrate, l’Ispettorato nazionale del lavoro, Unioncamere, e la società Sviluppo lavoro Italia. Le regole tecniche di funzionamento saranno fissate da un decreto.
L’obiettivo è, nella sostanza, rendere il settore più trasparente, consentendo di fare verifiche immediate, e su un canale unico, sulle imprese e sulle cooperative con le quali si stipulano contratti di appalto. Il Cruscotto avrà la funzione di certificare l’affidabilità della controparte.
Oltre a questo, nel decreto Innfrastrutture è stato inserito l’articolo 3-bis che istituisce il Tavolo per le opere incompiute. Il nuovo organismo – che sarà istitutito al ministero delle Infrastrutture con rappresentanti di quello dell’Economia, Regioni e Province autonome - vigilerà con un monitoraggio costante sui lavori delle infrastrutture lumaca. «Il tavolo tecnico – recita l’emendamento approvato martedì dai deputati – ha il compito di fissare i criteri per l’individuazione di opere incompiute da avviare prioritariamente a realizzazione nonché di definire percorsi di miglioramento dei processi di monitoraggio delle opere incompiute e di identificare le principali criticità che ne impediscono il completamento». Per il sottosegretario al Mit, Tullio Ferrante si tratta di «uno strumento operativo fondamentale per sbloccare opere ferme da anni e, con esse, anche il pieno sviluppo delle nostre città».
Cit. “Il Sole 24 Ore”



