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Lavoro domestico, firmato il contratto: aumento complessivo di 100 euro

2025-11-06 13:41

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Lavoro domestico, firmato il contratto: aumento complessivo di 100 euro

Ulteriore riconoscimento per le lavoratrici che hanno investito nella formazione.

Un aumento complessivo di 100 euro, suddivisi in quattro tranche (40 euro da gennaio 2026, 30 euro da gennaio 2027, 15 euro da gennaio 2028 e 15 euro da settembre 2028). Ulteriore novità è il riconoscimento economico per le lavoratrici che hanno investito nella propria formazione. Per le lavoratrici conviventi in possesso della certificazione UNI 11766:2019, viene riconosciuto un incremento retributivo aggiuntivo di 30 euro mensili, a valorizzare la professionalità certificata e la qualità del servizio offerto alle famiglie.

È stato firmata il 29 ottobre da Domina e Fidaldo, insieme alle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl sul lavoro domestico, vale a dire colf, badanti e baby sitter, un mondo che interessa, tra regolari e irregolari, oltre un milione e seicentomila lavoratrici e lavoratori in tutta Italia, e oltre un milione e settecentomila famiglie (gli assistenti familiari regolari sono 817mila).

«Questo accordo - ha sottolineato Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina, l’Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico - rappresenta non solo un importante passo avanti contrattuale, ma anche un impegno concreto per la piena dignità del lavoro domestico». D’accordo la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che parla di intesa che «rappresenta un riconoscimento sociale importante per un comparto essenziale nella vita di milioni di famiglie». E anche per Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf, l’intesa «costituisce un importante passo in avanti verso il riconoscimento del valore sociale e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore domestico, figure essenziali nei servizi di cura di case, bambini, anziani, ma spesso invisibili».

Nel Ccnl, che entra in vigore a novembre, grande attenzione è stata riservata alla tutela di maternità e paternità. Si introduce la possibilità per la lavoratrice di usufruire di un periodo di maternità facoltativa immediatamente successivo a quello obbligatorio, per una durata di quattro mesi non retribuiti. È inoltre previsto il diritto di paternità alternativo. Un altro traguardo riguarda i permessi retribuiti. Il contratto prevede ora la possibilità per i lavoratori e le lavoratrici domestici di utilizzare tali permessi anche nel caso in cui debbano assistere un familiare con disabilità grave. Poiché la legge 104 del 1992 non si applica al lavoro domestico, il Ccnl interviene per offrire una tutela effettiva: i lavoratori potranno usufruire dei permessi retribuiti già previsti dal contratto e, una volta terminati, continuare a richiedere permessi non retribuiti per far fronte a esigenze familiari di assistenza continuativa.

Secondo le elaborazioni di Domina su dati Istat e Inps, il comparto conta circa un milione e settecentomila persone censite ufficialmente, tra datori di lavoro e lavoratori domestici, ma si stima che il numero complessivo superi i tre milioni e trecentomila, con un tasso di irregolarità del 48,8 per cento, il più alto tra tutti i settori produttivi. Per confronto, l’agricoltura registra un tasso del 20,8 per cento, mentre la media nazionale si attesta intorno al 10 per cento.

Cit. “Il Sole 24 Ore”



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